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Le lettere di risposta dei ragazzi alla loro insegnante
16 gennaio 2012
Seconda puntata
Come promesso, ecco un’antologia delle risposte dei miei studenti alla mia lettera, che, di proposito, ho lasciato nella versione originale, senza correzioni, per conservarle nella loro autenticità. Mi sono solo divertita a differenziare tra i fan (dichiarati o meno) del pane e salame, scritti in corsivo, e quelli dell’Ovetto Kinder (i rimanenti). Buona lettura.
Cara Prof.,
ciò che dice nella lettera a cui devo rispondere è un po’ complicato, io stessa non ho le idee chiare, ma ci proverò. Iniziamo con il mio rapporto con lo studio … Già dalla prima media, verso la metà, mi era passata la voglia di studiare, e ora devo dire che sono un po’ migliorata. Ma non mi fraintenda!!! I compiti li faccio sempre tutti. A. F.
Sinceramente provo un po’ di vergogna o timidezza, quando sono interrogato nelle materie scolastiche e soprattutto nelle poesie. C. R.
Prof io faccio quel che posso per studiare bene, prendere bei voti e andare bene a scuola. Cara prof sono contenta che finalmente delle parole siano venute e che sono riuscita a risponderle. M. V.
Ho molti riferimenti che possono guidarmi nel mio futuro ma uno dei più importanti è la scuola che adesso mi sta accompagnando nel mio futuro che vedo come un buco nero, che per toglierlo dalla mia testa devo trovare l’interruttore della luce, (…) quindi il mio motto è: “Ci provo, ce la devo fare, ce la faccio” Ed è per questo che fino adesso sono riuscita a fare il mio mestiere di studente. D.L.
Però ci tengo a precisare che a volte, magari in un periodo in cui sei triste o magari anche solo stanco, non hai tutta quella voglia di andare a concentrarti sui libri, ma ora che ci penso non è sempre così, perché per me la maggior parte delle volte lo studio è anche distrazione dalla tristezza. Io da grande vorrei fare l’avvocato per questo devo iniziare a impegnarmi fin da piccolina. S. M.
Concluderei dicendo che con piccolo sforzo si ricava ciò che si desidera e quindi non costerebbe niente anche uno sforzo a scuola per portare a casa buoni risultati. D. B.
A proposito delle metafore, io non ho bisogno delle rotelle perché il peso dello zaino, dell’istruzione, della cultura mi piace perché devo superare grossi ostacoli ovvero come ha detto la Hunghes nella poesia “La madre al figlio”, “La vita per me non è stata una scala di cristallo”. F.R.
Nella vita occorre avere una propria personalità, capacità di pensare e di esprimerti; … Non è facile però a dodici anni vedere così lontano ed ecco che allora ogni scusa è buona per dimenticare questi messaggi. M V.
La scuola per me è una grande occasione, perché è la strada per arrivare ad essere una persona libera (…); voglio essere qualcuno per aiutare mia mamma, mio papà affrontando tutte le cose che devo fare per loro. C. S.
Posso confermarle quanto da lei affermato: i nostri sguardi sono pieni di noia, pigrizia e pregiudizio (…) lo sguardo fisso all’orologio, osservando la lancetta dei secondi, lenta, sperando in un’improvvisa accelerata. Ancora sono molto indecisa sugli studi che intraprenderò al termine delle scuole medie; di primo getto sceglierei una scuola semplice … che mi lasci tanto tempo libero di divertirmi. Ma non posso solo pensare al mio presente, meglio faticare molto per qualche anno, per riuscire a raggiungere i miei obiettivi. A.L.
Mentre leggevo sul viso avevo un sorriso e gli occhi lucidi…ogni parola mi rispecchiava. A questo punto: un in bocca lupo per tutto …. se lo merita!!!! V.G.
Secondo me alcuni compagni non si sono ancora resi conto del fatto che siamo alle medie e non più alle elementari dove ogni cosa era permessa; alcuni sottovalutano la scuola e le prof. C. L.
Riflettendo sulla sua lettera, credo che tutto quello che lei ha detto ha senso, l’unica cosa che non mi convince è che lei ad un certo punto della sua lettera ha scritto che per imparare bisogna faticare, e credo sia giusto, ma ad esempio stando attenti ad una lezione ci si ritroverebbe da fare a casa la metà del lavoro o quasi niente. (….) L’argomento è stato molto interessante, ma dopo un duro allenamento, vado a letto. F.I.
La vita è una cosa preziosa e, secondo me, non bisogna passarla tutta sui libri ma bisogna anche divertirsi. Studiare sì, ma non rimanere ore ed ore davanti a quei libri noiosi di scuola. Comunque io penso che i libri e lo studio ti costruiscono un bel futuro e il non studiare ti costruisce un futuro brutto. Quindi credo che non tutto giri intorno allo studio e, quando studio mi sento suo schiavo, in qualsiasi materia. C.T.
La felicità per me è: quando vado a giocare a calcio, quando compro un gioco nuovo, quando gioco a un gioco nuovo anche il venerdì quando esco con i miei amici a me piace più l’ovetto kinder che pane e salame. nn si deve fare fatica a portare dei libri (cultura) .colto o nn colto la fatica si può risparmiare. A.B.
Mi sento ancora più d’accordo riguardo l’argomento dell’”ho studiato” e lo “studierò”. R.I.
La scuola può essere noiosa molto noiosa, però può servirci per farci crescere, maturare, imparare, soprattutto imparare. V.B.
Egregia,… anche lei è stata una ragazza e non penso che si sia divertita tanto a studiare. Ha ragione sul fatto che non ci impegniamo, però ad essere pure polemici NO! Sinceramente penso che noi tutti prendiamo lo studio superficialmente e poi forse alcuni immaginano la scuola come una prigione, una prigione che però col tempo dà i suoi frutti. Concludo che non bisogna essere polemici e neanche arrabbiati con noi perché d’altronde siamo ragazzi. P.C.


