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UN BLOG PER INSEGNANTI, EDUCATORI, GENITORI…

tazza caffè

Per chi nella scuola ancora crede e desidera ardentemente “tenere accese le stelle”, è nato un nuovo blog. Una sala professori virtuale, diciamo pure “ideale”, dove possono trovare spazio le scoppiettanti, o travolgenti, emozioni di chi vive o si confronta con il mondo della scuola. Emozioni sì, ma non solo; anche: idee, intuizioni, riflessioni.

In questa sala si alterneranno le voci di tre insegnanti: la maestra Penelope della scuola primaria, la prof. Margherita della scuola secondaria di primo grado e la prof. Silvia che insegna in un Liceo Scientifico.

Entra anche tu in sala professori a prenderti un caffé…

 

7 commenti

  1. Bisogna fondare la didattica sul cognitivismo e sulla motivazione dello studente per evitare casi di disagio scolastico come quello di Bill Gates.

  2. Non sono un’insegnante, ma una mamma e una catechista. Da questa prospettiva mi sembra che il cuore di tutto (tanto per riprendere il tema della Giornata per l’Università Cattolica del 2011) siano le relazioni. Dobbiamo curare i rapporti che abbiamo con le persone che ci circondano: i ragazzi, visto che qui si parla di ragazzi, hanno bisogno di attenzione in primis e di un’attenzione “gratuita”, senza secondi fini. Spesso invece gliela accordiamo, ma “condizionata”: se sei buono, se sei bravo a scuola, se … allora sei degno della mia cura, della mia attenzione. E’ invece dalla cura, dall’attenzione, dall’amore senza “pedaggio” che scaturiscono i migliori risultati di bontà, di efficienza scolastica ecc. Proviamoci!

  3. Maria Nicolino
    18 gennaio 2012 12:17

    A Maria Malacrida: troppo difficile “riprendersi” il ruolo di educatori, dal momento che i nostri “simpaticissimi” parlamentari gettano discredito sulla preparazione degli insegnanti. Non so se sapete l’ultima: il ministro Profumo vuole far fare un concorso a coloro che hanno conseguito una laurea e si sono abilitati con la Siss. (Pronto Profumo: gli basterà quest’ultimo concorso?) …cosa vuol dire questo? Le Università non servono abbastanza? I nostri ragazzi sono degli “Einstein” per cui noi sappiamo meno di loro? La mia esperienza mi dice che oltre ad una preparazione sulla disciplina (oggetto di insegnamento) ci vuole ben altro…e cioè il coraggio di affrontare RAGAZZI DELUSI E SCORAGGIATI DALLA SOCIETA’ E DAI POLITICI. Davvero noi in questo momenti dobbiamo rivestire il ruolo di educatori, perchè gli esempi che vengono proposti ai nostri ragazzi tramite i media non sono certo SANI. W i proff. che si sentono EDUCATORI E CONTRARI AD UNA SOCIETA’ CORROTTA E PRIVA DI VALORI.
    Al ministro Profumo chiederei di istituire dei corsi gratuiti di aggiornamento per i prof., sarebbero più utili!

  4. Interessante!

  5. Maria Nicolino
    17 gennaio 2012 21:28

    Anch’io sarei interessata a confrontarmi con docenti d’ispirazione cattolica, anche perchè qualche volta a me capita di parlare con i ragazzi della fede, e vi assicuro che non è per nulla facile (meno male che ho frequentato il catechismo per 10 anni…non vi allarmate non sono stata bocciata al catechismo.

  6. Servizio interessante! Faccio già parte di numerosi gruppi di insegnanti su fb, ma nessuno prettamente “cattolico” (nel senso più ampio di questo termine). Insegno Lettere in una “sc media” vicino RM e ho già partecipato ad alcune attività proposte dall’Ist. Toniolo. Ho appena inserito su fb questa iniziativa e spero di poter scambiare opinioni e materiali con Voi! Salutisssss e a presto.

  7. Graziella Virzi
    11 gennaio 2012 15:53

    Grazie per questo servizio!

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