Verso la GU, la testimonianza di Lucca

A Lucca è presente un Centro di Cultura, presieduto da Gemma Giannini e da un gruppo di persone che si riconoscono negli ideali e nelle proposte formative dell’Università Cattolica. “Il Centro nasce nel 1975 – ricorda Gemma – per volontà dell’allora rettore Giuseppe Lazzati che resse la guida dell’ateneo dal 1968 al 1983 e di quel mons. Bartoletti Arcivescovo di Lucca che dal 1972 al 1976 fu Segretario della Conferenza Episcopale Italiana. La volontà di far nascere i centri di cultura fu quella di creare un forte legame tra le esigenze culturali dei territori, che dovevano essere di stimolo per la ricerca universitaria”.

Grazie anche ai delegati diocesani nominati dall’Istituto Toniolo, in accordo con l’Arcivescovo, e grazie all’impegno dei soci e degli amici il Centro di Lucca sta vivendo un periodo di risveglio per promuovere i valori dell’Università Cattolica e far sì che le ricerche e gli studi dell’ateneo siano di arricchimento per il territorio. La delegata diocesana è Gemma Giannini, la vice delegata è Olga Narducci. “Nell’anno 2002 – prosegue Gemma – abbiamo avuto la possibilità di indire un corso di laurea in Scienze Sociologiche, offrendo per la prima volta corsi online e favorendo chi non poteva permettersi di seguire il corso in presenza presso la sede. Attualmente abbiamo un forte rapporto di scambio e collaborazione con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo”.

Olga Narducci, insegnante di canto moderno, sottolinea: “Mi sono avvicinata al Centro di Cultura di Lucca in modo indiretto tramite la figura di mio padre che nel 2004 si iscrisse al corso di laurea in Scienze Sociologiche. Oggi ricopro il ruolo di tutor per il progetto Ambientiamoci rivolto alle scuole superiori di Lucca e realizzato in un’ottica di ecologia integrale, la mia professione mi mette quotidianamente a contatto con la realtà giovanile”.

Il Centro di Cultura offre anche la possibilità di candidarsi per il Servizio Civile Universale e Beatrice Buchignani è una giovane laureata in Storia che ha optato per questa scelta: “Cercavo un progetto nell’ambito della cultura e della formazione affine al mio percorso di studi e quindi la scelta si è rivelata molto vicina ai miei interessi. Ho conosciuto il progetto Ambientiamoci quando, studentessa al Liceo di Scienze Umane, ci venne proposta la partecipazione. Quest’anno con il Servizio Civile ho avuto la possibilità di fare da tutor ai ragazzi destinatari del progetto con un’esperienza stimolante e arricchente, con l’approfondimento di temi molto attuali con lezioni in aula e uscite in realtà del territorio”.

Molte sono le persone che indirettamente sono vicine al Centro di Cultura o all’Università Cattolica e tra queste riportiamo la testimonianza di una coppia di genitori che sono stati partecipi della discussione della tesi del loro figlio. Gerardo Anastasio e Tiziana Bartolini hanno scritto: “Entrando nell’Università ti accoglie un piccolo ecosistema vibrante: tanti giovani, energie diverse che si intrecciano, sorrisi complici e una tensione positiva. L’ansia dei candidati per l’esame si scioglie subito: non è il solito rituale ingessato già vissuto altrove, ma la discussione scorre con naturalezza. I professori ascoltano, stimolano, partecipano e le loro domande non sono formalità o fastidiose punture di aghi sottili ma chiavi che aprono nuove prospettive. È questa l’Università che ci piace anche se purtroppo temiamo che il nostro bel paese si lascerà scappare molti dei giovani che abbiamo incontrato quel giorno”.

Domenica 19 aprile si celebrerà la 102ª Giornata per l’Università Cattolica, l’appuntamento nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi a favore di borse di studio, ricerca, alta formazione, strumenti per la Pastorale giovanile. Maggiori informazioni sul sito dedicato.

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