La presenza così numerosa di educatori e insegnanti in una giornata complessa per Milano è un segno di speranza: l’educazione è una delle leve più trasformative di cui disponiamo». Con queste parole la rettrice Elena Beccalli ha aperto la quarta edizione di Parole a Scuola 2026, organizzata da Parole O_Stili, Università Cattolica e Istituto Giuseppe Toniolo, con il supporto del Gruppo editoriale La Scuola, che si è svolta sabato 24 ottobre nel campus di Milano con oltre 2000 tra insegnanti, educatori e genitori da tutta Italia, 32 panel e 19 laboratori.
Al centro della giornata sono stati la responsabilità educativa degli adulti e il ruolo delle parole nell’affrontare le sfide della scuola e delle relazioni: dalla partecipazione civica all’uso dei social e dell’intelligenza artificiale, dal benessere emotivo all’inclusione.
I recenti fatti di cronaca milanesi riportano al centro una sfida che riguarda l’intera comunità educante: prevenire la violenza e costruire occasioni di dialogo passa anche dalle parole, da come si esprime il dissenso e si affrontano le differenze. Educare al linguaggio diventa così parte dell’educazione alla convivenza civile.
Un legame richiamato da Elena Beccalli, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’intervento di apertura: “Sono molte le parole approfondite nei laboratori odierni: alcune appartengono al lessico di tutti i giorni, altre sono più vicine al linguaggio dei giovani e alle forme di comunicazione che attraversano i social media. Parole dal significato diverso, ma con un tratto comune: non sono mai neutrali. Sappiamo infatti che se utilizzate in modo improprio o in contesti inadeguati, possono ferire, umiliare, escludere e lasciare segni profondi. Per questo educare alle parole significa educare al rispetto dell’altro, della dignità umana e della comunità in cui abitiamo. Noi educatori ci sentiamo chiamati in causa poiché è nostra responsabilità educare a un linguaggio corretto e inclusivo. Sappiamo che non è semplice, soprattutto in un’epoca caratterizzata da forti polarizzazioni e tensioni sociali. Anche grazie a iniziative come questa, possiamo contribuire a diffondere una cultura del dialogo, dell’ascolto e del rispetto reciproco, oggi più che mai necessaria per rafforzare la convivenza civile.”
A offrire elementi di riflessione è la ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, presentata durante la giornata e condotta tra il 27 luglio e il 7 settembre 2026 su un campione rappresentativo di giovani italiani tra i 18 e i 34 anni. Oltre sette intervistati su dieci credono che la politica possa migliorare la vita delle persone, ma più del 55% considera limitati o inesistenti gli spazi di partecipazione offerti alle nuove generazioni. Il 68,6% ritiene possibile impegnarsi per cambiare la società, mentre oltre il 62% pensa di non avere alcuna influenza sulle decisioni del Governo. Dati che restituiscono una distanza tra desiderio di contribuire e possibilità di incidere, chiamando gli adulti e le Istituzioni a interrogarsi sulle opportunità concrete di coinvolgimento dei giovani.
Approfondisci su Secondo Tempo (link). https://secondotempo.cattolicanews.it/news-educare-all-uso-consapevole-delle-parole-una-responsabilita-urgente?fbclid=IwY2xjawVNMZJleHRuA2FlbQIxMABwZG9mAWJyaWQRMGlNaE13dklXdE5hclZsWktzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe7WbDuL-Def6M12MnV5rmuq4oIj7ujvJ8HlV5mhtJx2ps6sUL07nQEQYwNsY_aem_Z42deRjxGnK247uNhJVGJQ





