Gli studenti dei Collegi e l’Associazione Amici a Matera: testimonianze

Gli studenti dei Collegi e l’Associazione Amici a Matera: testimonianze

Matera e la Basilicata sono state le mete del viaggio che ha visto protagonisti gli studenti dei Collegi dell’Università Cattolica con l’Associazione Amici in occasione delle iniziative per Matera capitale europea della cultura (29 ottobre – 2 novembre 2019).  Pubblichiamo due testimonianze.

 

Ho avuto il piacere (forse la parola più giusta è “dono”) di rivivere la bella frase di Giovanni Paolo II pronunciata a Tor Vergata il 19 agosto 2000, alla fine della veglia di preghiera per la XV Giornata Mondiale della Gioventù: “C’è un proverbio polacco che dice: se vivi con i giovani, dovrai diventare anche tu giovane”. Accompagnando 46 studenti dei Collegi dell’Università Cattolica (quattro di Milano, uno di Roma e alcuni studenti di Brescia) ho vissuto proprio questa esperienza: ho ricevuto più di quello che ho dato; sono stati compagni di viaggio a dir poco straordinari, motivati, entusiasti e ricchi di qualità e doti. Il progetto del viaggio è nato dopo l’incontro a Milano, del dicembre 2017, con il Vescovo di Matera, mons. Giuseppe Caiazzo (da tre anni, con l’aiuto dell’Istituto Toniolo, organizzo per i Vescovi e i rispettivi Delegati diocesani una due giorni a Milano). Oltre alla finalità culturale e a quella “amicale” (la dimensione dell’amicizia caratterizza l’Associazione Amici dell’Università Cattolica) ho voluto dare alla proposta una terza finalità: proporre, cioè, ai partecipanti un impegno nelle Diocesi attraverso la rete territoriale dell’Istituto Toniolo, imperniata, appunto, sulla figura del delegato diocesano. Gli studenti hanno risposto con entusiasmo all’invito, rappresentando 35 Diocesi di 12 regioni italiane. Il momento clou del viaggio è stato quello comprendente la visita di Matera e l’incontro molto familiare con il Vescovo; ma altrettanto belle sono state le visite a Venosa, l’”Incompiuta”, le Catacombe ebraiche, Ripacandida, il Castello di Lagopesole, i laghi di Monticchio e Melfi, dove abbiamo risieduto per tutte le giornate e dove all’arrivo siamo stati accolti dal Vescovo mons. Ciro Fanelli. Molto incisiva e forte testimonianza è stata per loro la figura di Liberato Canadà, delegato diocesano di Melfi e regionale per la Basilicata, che ha mostrato loro concretamente il servizio di delegato per l’Università Cattolica. I frutti di questa bellissima esperienza non si sono fatti attendere: due sono i nuovi delegati diocesani (piazza Armerina e Cuneo) e quattro vice-delegati (Brescia, Reggio Emilia, Treviso e Novara). Nuovi contatti sono in corso con altre Diocesi perché altri studenti si sono detti interessati a questo collegamento. L’esperienza in Basilicata è stato un modo ben riuscito di dare vero corso al Sinodo sui giovani e di investire in loro come emerge dall’Esortazione di Papa Francesco dopo il Sinodo. Un grazie particolare agli assistenti spirituali che mi hanno accompagnato e che mi hanno testimoniato l’amore ai giovani (suor Alba Comolatti e don Francesco Dell’Orco), e ai direttori dei Collegi per la collaborazione.

Jean-Pierre Poluzzi

Suor Alba Comolatti, Assistente spirituale:

Innanzi tutto un grazie speciale a chi ha organizzato questo piacevolissimo viaggio nel quale tutto è stato bello e costruttivo, interessante e di grande valore. Infatti in questi cinque giorni tutti, fin dal primo momento, ci siamo sentiti a nostro agio e in ciascuno si poteva cogliere il desiderio di creare con il gruppo uno scambio, un dialogo che portasse ad una amicizia e ad una condivisione costruttiva. Si poteva leggere sul volto di ciascuno il piacere di fare un’esperienza nuova che aveva una finalità importante: quella di trovare insieme la strada per poter far conoscere anche ad altri giovani, nei propri ambienti di provenienza e in collaborazione con le diocesi, il grande valore che può avere il fatto di frequentare un’Università Cattolica, dove non solo è curato l’aspetto culturale, elemento fondamentale di ogni ateneo, ma anche l’attenzione alla persona nella sua globalità perché, poi, possa essere presenza significativa là dove si troverà ad operare.

Il viaggio è stato lungo, infatti, è durato una intera giornata, ma l’armonia che si era creata sul pullman non ce  lo ha fatto sentire come un peso, bensì come un’opportunità fatta di scambi, di canti, di narrazioni e anche di qualche momento di preghiera.

Particolarmente piacevole, oserei dire solenne, è stato il momento del nostro arrivo a Melfi dove siamo stati accolti con musiche e abbracci come se da sempre ci fossimo conosciuti e questo momento di “benvenuti” ci ha fatti sentire subito a casa. Il responsabile della struttura, la guida che ci ha accompagnato ogni giorno nella scoperta delle bellezze della Basilicata, così come tutte le altre persone che abbiamo avuto modo di incontrare, dai Vescovi di Melfi e di Matera, agli incaricati di illustrarci le diverse strutture che abbiamo potuto visitare e conoscere, ci hanno dimostrato, oltre alla loro competenza, grande umanità e amore per la loro terra. Tutto è servito per renderci più ricchi dal di dentro e ci resta ancora nel cuore ogni bellezza, sia quella delle campagne ben coltivate, con i campi appena arati, come l’imponenza dei castelli e la meraviglia delle chiese visitate lungo le nostre tappe. Certo lo stupore più grande  è stato quello che si è provato nella città di Matera con quelle sue caratteristiche uniche e rare, dalle viuzze che si snodano tra una casa e l’altra, a quei sassi che raccontano ancora oggi la storia del passato, una storia dura per chi l’ha vissuta, ma una storia che ci parla di umanità e di sano progresso, una storia che invita molti a visitare questo luogo così unico e così speciale.

Questo è stato un viaggio da non dimenticare per molti motivi, ma soprattutto per quel calore umano che si è potuto respirare in ogni attimo, per la presenza di persone giovani e meno giovani ma tutte attente le une alle altre e tutte consapevoli che ogni momento può diventare motivo di ricchezza se si coglie nell’altro un volto amico. Proprio questo a tutti un grazie sincero e l’augurio di saper fare tesoro, sempre, di ciò che vale.


È difficile trovare le parole adatte per raccontare quest’esperienza a chi non l’ha vissuta personalmente. È difficile descrivere le emozioni provate, le sensazioni, i colori dei paesaggi, i profumi e i gusti degli abbondanti pasti, l’atmosfera di amicizia, allegria e complicità che si è riusciti a creare in così poco tempo. È difficile capacitarsi di come quei cinque giorni siano volati.

Sono partita con la valigia pesante e il cuore leggero, senza troppe aspettative, ero semplicemente curiosa di scoprire cosa sarebbe successo durante il viaggio, quante persone nuove avrei conosciuto e quanti nuovi posti avrei potuto registrare nella mia mente.

Non mi sarei mai aspettata un’esperienza così particolare; è stata una pausa dalla routine che mi ha aiutata ad apprezzare le piccole cose: i colori di un tramonto sfuggente visto dal finestrino del pullman in corsa, i sorrisi spontanei di chi con me ha condiviso l’esperienza, il profumo dei croissant a colazione che inondava i corridoi, le chiacchierate in compagnia dopo cena davanti ad una tazza di tisana, la sensazione di camminare per le strade di una città suggestiva come Matera perdendosi tra i vicoli insieme sia alle amiche del Collegio Sacro Cuore che a persone appena conosciute, i canti a squarciagola durante il ritorno, con quell’atmosfera di euforia mista a nostalgia dovuta alla consapevolezza che l’esperienza fosse giunta al termine.

Mi porto nel cuore e nella mente un sacco di bei ricordi: sicuramente è stato un viaggio che ha lasciato un segno.

Ringrazio di cuore coloro che hanno reso possibile tutto ciò, regalandoci questa bellissima opportunità e chi ha condiviso l’esperienza con me.

Chiara De Monte – Brescia