Un laboratorio aperto, dove l’incontro tra culture e sensibilità diverse permette di guardare all’educazione come a una sfida umana universale, capace di parlare a ogni giovane, ovunque si trovi. Questa la mission del Campo Internazionale 2026 che si è svolto dal 10 al 20 agosto presso il Villaggio La Vela, storica struttura ed eccezionale punto di riferimento per campi scuola ed educativi fondata nel 1955 dall’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, a Castiglione della Pescaia (GR).

In una società caratterizzata da incomunicabilità, la via formativa è l’unica possibile. Inseriti nel bacino del Mediterraneo, possiamo costruire ponti e alleanze, consapevoli che per superare le divisioni la prima e più grande alleanza da stringere è proprio quella educativa. Il Villaggio La Vela si è costituito come un vero e proprio Villaggio dell’Educazione, un luogo dove lo scambio e la vita comune sono diventati essi stessi maestri. Papa Francesco scrisse nel messaggio per il lancio del Patto Educativo: «Ogni cambiamento, però, ha bisogno di un cammino educativo che coinvolga tutti. Per questo è necessario costruire un “villaggio dell’educazione” dove, nella diversità, si condivida l’impegno di generare una rete di relazioni umane e aperte. Un proverbio africano dice che “per educare un bambino serve un intero villaggio”. Ma dobbiamo costruirlo, questo villaggio, come condizione per educare».
Giovedì 13 agosto è intervenuta la prof. Rita Bichi, sociologa e già ordinaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con un incontro sul tema Youths and Education. Studiosa dei giovani, della mobilità e dei processi migratori, la docente ha offerto ai partecipanti una riflessione sul ruolo dell’educazione nella costruzione di relazioni, responsabilità condivise e prospettive comuni.







