Armida Barelli, una donna da Milano al mondo

“Tra i fondatori dell’Università Cattolica c’è una donna, una milanese protagonista eccezionale in anni delicati e complessi. Lei si chiama Armida Barelli, è a lei che dobbiamo l’istituzione culturale della Cattolica, la costituzione del primo convitto per le studentesse provenienti da tutte le parti d’Italia. Ma non si fermò a Milano e nel 1920 arrivò perfino nel Sud della Cina. Sabato 30 aprile è stata proclamata beata. Penso sia opportuno una sua celebrazione civile e perciò ho proposto una targa (una via esiste già a Milano) ed un momento di valorizzazione istituzionale a lei dedicato”: queste le parole di Alice Arienta, consigliera comunale di Milano, vicepresidente della commissione cultura, laureata in Università Cattolica.

Mercoledì 18 maggio presso la Sala Conferenze di Palazzo Moriggia si è tenuto un incontro sulla figura di Armida Barelli con la proiezione del film Armida Barelli. Milanese instancabile per i giovani, la cultura e la Chiesa prodotto dalla Cooperativa In Dialogo (cliccando sul titolo del film è possibile riprodurre il video). Era presente il regista Simone Pizzi che, individuati i luoghi dell’esperienza milanese di Armida Barelli, ha realizzato sei clip armonizzandole: la prima clip illustra la Chiesa di San Gregorio Magno, nei luoghi di Porta Venezia dove la famiglia Barelli aveva casa; la seconda clip mostra la Basilica di San Carlo al Corso, dove Armida venne battezzata il 10 dicembre 1882; la terza clip è dedicata all’Arcivescovado ambrosiano, dove Armida è stata incoraggiata per l’attività fra le giovani donne; la quarta e la quinta clip ci accompagnano a visitare la prima sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in via Sant’Agnese e a pochi passi la sede definitiva in Largo Gemelli. Infine, la sesta clip apre le porte dell’edificio che, in prossimità del Duomo di Milano, ospita l’Azione Cattolica ambrosiana e molte altre realtà associative, in via Sant’Antonio.

All’incontro sono intervenuti Ernesto Preziosi, vicepostulatore della causa di beatificazione, e Luca Diliberto, autore del volume “Armida Barelli da Milano al mondo. Protagonista al femminile di una società in trasformazione”. Moderatore il giornalista Francesco Ognibene di Avvenire.

Un atto significativo è stata l’approvazione a Palazzo Marino lunedì 16 maggio di una mozione nella quale il Sindaco di Milano e la Giunta si impegnano a “intitolare una scuola milanese ad Armida Barelli, dato il suo grande amore per la cultura e l’attenzione al percorso formativo ed educativo dei giovani e soprattutto delle giovani milanesi”. La mozione è un’iniziativa di Roberta Osculati, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano, che è intervenuta all’incontro.

Leggi l’intervento di Roberta Osculati

Locandina

Leggi l’articolo su Avvenire, 18 maggio

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