Dalla formazione accademica d’eccellenza alla guida della ricerca alla Federal Reserve, fino alla recente cattedra in Econometria all’Università di Roma Tor Vergata, il percorso del prof. Celso Brunetti unisce rigore scientifico e vocazione al servizio pubblico. In questa intervista, l’economista racconta la genesi del suo profondo legame con l’Istituto Toniolo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ripercorrendo l’impatto che queste due realtà hanno avuto sulla sua crescita personale e su una carriera professionale di respiro internazionale.
1.Come è nato il suo legame con l’Istituto Toniolo e con l’Università Cattolica e quale ruolo hanno avuto nel suo percorso personale e professionale?
Il mio legame con l’Istituto Toniolo è nato durante gli anni di studio all’Università Cattolica ed è stato decisivo per il mio futuro. L’Istituto mi ha sostenuto con grande generosità: prima con una borsa di studio che mi ha consentito di trascorrere un periodo all’Università di Warwick per completare la tesi di laurea, poi con una borsa biennale per il dottorato a Londra. Quelle opportunità hanno aperto la strada al mio percorso internazionale, nella ricerca accademica e successivamente alla Federal Reserve. In questo passaggio ha avuto un ruolo fondamentale il professor Giacomo Vaciago, relatore della mia tesi e convinto sostenitore della prosecuzione dei miei studi a Londra. Gli sono profondamente grato per aver creduto in me. La generosità del Toniolo ha avuto, per me, un significato molto concreto: ha reso possibile un percorso che ha segnato tutta la mia vita professionale.
2.Cosa le ha lasciato l’esperienza in Università Cattolica sia dal punto di vista umano sia da quello formativo?
L’eredità di quegli anni è enorme. Quando arrivai in Cattolica entrai nel Collegio Augustinianum, che è stato fondamentale nella mia crescita personale e professionale. Penso anzitutto all’amicizia fraterna costruita con alcuni compagni di università: rapporti che sono ancora oggi una parte preziosa della mia vita. Sul piano formativo, mi sono rimasti il valore dell’impegno, il senso del dovere e la disponibilità al sacrificio per raggiungere un obiettivo. Ma forse l’insegnamento più importante è stato acquisire un metodo per affrontare i problemi: studiare, analizzare le situazioni con spirito critico, cercare soluzioni e riconoscere quando occorre rivedere le proprie convinzioni. È una fiducia nella possibilità di comprendere e superare molte difficoltà attraverso il lavoro e il ragionamento, che mi ha accompagnato in contesti molto diversi.
3.Perché ha scelto l’Università Cattolica e in che modo questa scelta ha influenzato il suo cammino?
La scelta della Cattolica fu naturale, per la mia educazione familiare e per l’esperienza nella parrocchia della Chiesa Matrice della Santissima Trinità, a Manduria. Avevo partecipato a diverse realtà associative, tra cui l’AGESCI: sono uno degli otto fondatori del gruppo scout Manduria 1, nato per volontà di don Teodoro Tripaldi. Erano esperienze nelle quali avevo imparato il valore della partecipazione e del servizio agli altri. La Cattolica e l’Augustinianum hanno dato continuità e profondità a quella formazione, aprendomi allo stesso tempo a persone, idee e possibilità nuove. Quella scelta mi ha portato lontano da casa, anche geograficamente, ma ha rafforzato il senso di comunità e la convinzione che ciascuno possa contribuire a costruire una società più a misura d’uomo.
4.Qual è, secondo lei, l’importanza della formazione universitaria oggi e come interpreta il tema “L’esperienza del sapere” alla luce della sua esperienza?
La formazione universitaria ha oggi il compito essenziale di fornire conoscenze solide e strumenti per orientarsi in una realtà complessa. La disponibilità di informazioni rende ancora più necessario saper formulare domande, valutare le fonti, distinguere le evidenze dalle opinioni ed esercitare un giudizio autonomo. Interpreto “L’esperienza del sapere” come un processo che coinvolge tutta la persona. Il sapere prende forma nello studio, nel confronto con i docenti e con gli altri studenti, nella fatica di capire qualcosa che inizialmente ci sfugge. Diventa esperienza quando cambia il nostro modo di guardare i problemi e di agire. Oggi, tornando a insegnare in Italia dopo molti anni all’estero, vorrei trasmettere ai miei studenti ciò che ho ricevuto: un metodo rigoroso, la curiosità di continuare a imparare e la consapevolezza che le proprie competenze possono essere messe al servizio della comunità.
Biografia:
Da settembre 2026 professore ordinario di econometria all’università di Roma Tor Vergata. Dal 2022 al 2025 economista con ruolo direttivo alla Federal Reserve, esperto di stabilità finanziaria, istituzioni sistemiche e finanza applicata; formazione internazionale e pubblicazioni scientifiche di rilievo; esperienza accademica e istituzionale negli Stati Uniti e in Europa (tra cui Johns Hopkins, Univeristy of Pennsylvania, Bocconi, Financial Stability Board); forte capacità di leadership e gestione di progetti complessi; consulente per autorità di regolamentazione; elevata competenza analitica e informatica; orientato alla collaborazione, alla ricerca di soluzioni e al servizio pubblico; team player con visione trasversale.
Nato a Manduria, il 6 febbraio 1966.





