Dalla plenaria d’apertura agli ultimi panel del pomeriggio: come un team di comunicazione, affiancato da due studentesse CIMO, ha seguito e raccontato online una giornata con oltre 2.000 partecipanti, 32 panel e 19 laboratori.
Raccontare un evento mentre accade è una sfida concreta: bisogna seguire attività che si svolgono in contemporanea, scegliere in pochi minuti che cosa condividere e restituire online non solo i contenuti, ma anche l’atmosfera e il calore delle persone presenti. È ciò che è successo sabato 24 ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove la quarta edizione di Parole a Scuola è stata seguita tramite i social media anche da chi non ha potuto partecipare. A raccontarla è stato il team di Parole O_Stili, affiancato da Lisa Prandoni e Lucia Partenza, due studentesse del corso CIMO (Comunicazione per le imprese, i media e le organizzazioni complesse) dell’Università Cattolica, coinvolte grazie agli Smart Goal Project, brevi collaborazioni promosse dall’Ateneo che mettono in contatto gli studenti con realtà che seguono progetti di comunicazione o hanno necessità di essere raccontate. In tutto sei persone hanno raccontato la giornata, dividendosi tra panel, pubblicazione dei contenuti, interviste e coordinamento, e passando da un ruolo all’altro a seconda delle esigenze del momento.
La giornata è iniziata in Aula Magna, con la plenaria d’apertura moderata dalla giornalista Eleonora Chioda e arricchita dagli interventi del rettore Elena Beccalli, dell’Ex Head Coach della Nazionale Italiana Maschile di Pallavolo Mauro Berruto e della presidente di Parole O_Stili, Rosy Russo. In questa fase si è stabilito concretamente il metodo di lavoro: clip del pubblico, foto dei relatori e, soprattutto, selezione delle citazioni più significative di ogni intervento, materiale utile per una comunicazione sia istantanea, come stories e post in diretta, sia differita, come reel e articoli. Concluso l’incontro di apertura, la giornata si è moltiplicata. Fino a sera si sono susseguiti panel e laboratori in parallelo, con fino a sei panel nella stessa fascia oraria. Il team si è quindi distribuito tra le aule, seguendo una selezione di incontri per ciascuna fascia oraria, mentre la referente alla pubblicazione collezionava i contributi, li organizzava e li pubblicava, opportunamente contestualizzati, sui canali ufficiali di Parole O_Stili.
Nel frattempo si lavorava, da un lato, al montaggio del reel con l’intervento della presidente Rosy Russo, pubblicato sul feed Instagram della pagina ufficiale già in mattinata; dall’altro, alla realizzazione di brevi interviste a ospiti selezionati, tra cui Elena Marta e Cristina Pasqualini, docenti dell’Università Cattolica e ricercatrici dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. Per chi comunica, seguire un evento di questo tipo è anche un’occasione di crescita. I ritmi sono frenetici e le scadenze strette, ma la qualità dei panel ha reso il lavoro stimolante, accendendo domande e curiosità in chi doveva soltanto raccontarli.
Le parole, ha ricordato il rettore in apertura, “non sono mai neutrali”: vale per chi educa, e vale anche per chi comunica. Ogni citazione scelta, ogni clip montata, ogni didascalia è una decisione su come il pubblico digitale incontrerà quello che è accaduto in sala. Per le studentesse CIMO, Parole a Scuola è stata così una lezione sul campo, in cui gli insegnamenti del corso si sono misurati con la realtà. Inoltre, questa esperienza ha permesso loro di imparare a collaborare con altri professionisti, a rispettare delle scadenze e a gestire delle responsabilità di carattere lavorativo. Per tutti, è stata un promemoria che raccontare un confronto tra generazioni significa, prima di tutto, saper ascoltare.





